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LE PUBBLICAZIONI DEGLI ADERENTI

 

 Alla ricerca del diritto certoMorris L. Ghezzi Il libro inaugura una nuova collana di Mimesis, diretta da Morris L. Ghezzi, intitolata Law without law e dedicata alla sociologia del diritto. L’opera richiama l’attenzione sull’esigenza primaria, per le democrazie occidentali, di disporre, in quanto possibile, di un diritto certo. In quest’opera di ricerca la disciplina sociologico-giuridica svolge un ruolo da protagonista. Gli autori evidenziano il diritto operante in senso collettivo sulle realtà, quindi rispetto alle norme giuridiche astratte; l’operare fisiologico dei rapporti giuridici in contrapposizione all’intervento giudiziario in situazioni patologiche. In questa prospettiva il ruolo dell’avvocato, come giurista operatore e censitore del diritto, trova una profonda rivalutazione, in quanto protettore dell’interesse certo della propria clientela a fronte di un non sempre chiaro interesse statale, proprio della magistratura. L’antistatalismo di questo studio passa attraverso l’incertezza del diritto, ora scartata ed ora inaspettata, che viene descritt\a dagli Autori nella discrezionalità dei suoi operatori e nell’instabilità delle norme. Il testo si chiude con una ipotesi di ricerca empirica, che costituisce un esempio, un esercizio dimostrativo, delle forti potenzialità euristiche insite nella disciplina sociologico-giuridica. 

 Le ceneri del dirittoMorris L. Ghezzi Lo Stato italiano, dall’unità ai giorni nostri, si è comportato nei confronti dei suoi cittadini prevalentemente più come un malfattore che come un rappresentante ed un tutore dei loro interessi e diritti. Tale situazione costringe chi ne analizza i vari aspetti storici, culturali, giuridici ed istituzionali a non parlarne altro che in senso negativo. Dall’insuperato conflitto medioevale tra Stato e Chiesa, tra laici e cattolici ad una sorta di continuità culturale e comportamentale autocratica del Regno d’Italia con la Prima e la Seconda Repubblica, attraverso il fascismo, lo Stato italiano ha costantemente manifestato un fermo disprezzo verso le leggi da lui stesso emanate e verso la partecipazione democratica dei cittadini alla vita della cosa pubblica. I suoi gruppi dirigenti si sono spesso appoggiati, per governare indisturbati, alla delinquenza organizzata ed il trasformismo politico, l’indifferenza ideale e l’arroganza di voler conservare il potere a qualsiasi prezzo sono costantemente stati i loro principali segni distintivi, sino al punto di rendere spontaneo il quesito se sia preferibile per il cittadino italiano la legalità statale o l’illegalità civile. La globalizzazione pare finalmente in grado di fare giustizia sommaria di tutti gli Stati e, quindi, anche di quello italiano; ma senza un fermo richiamo al pluralismo giuridico ed al relativismo dei valori il rimedio non rischia, forse, di essere peggiore del male?  Diritto alla privacy e diritto di associazioneMarco A. Quiroz Vitale L’architettura del Codice della privacy è stata profondamente modificata dalla decretazione d’urgenza disposta a cavallo tra il 2011 ed il 2012 dal Governo italiano alle prese con le misure anticrisi. L’art. 40 del D.L. 201/2011, in particolare, ha introdotto rilevanti modifiche con la finalità dichiarata di “ridurre gli adempimenti amministrativi per le imprese”, in realtà tale norma ha modificato radicalmente l’intero campo di applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali escludendo la rilevanza – ai fini dell’applicazione del Codice della privacy – di tutti i dati contenenti informazioni relative a “persone giuridiche enti o associazioni”. Si tratta quindi di un provvedimento che non configura una mera “semplificazione”, come potrebbe lasciare intendere la rubrica, bensì una vera e propria deregulation. Le modifiche legislative offrono la possibilità di ripensare criticamente, in chiave sociologico-giuridica, al problema del riconoscimento del diritto alla riservatezza nelle formazioni sociali ed in particolare nell’ambito delle associazioni. Il volume affronta, in particolare, il tema del contrasto e del conflitto tra la libertà di associazione ed il diritto alla privacy, in una cornice teorica ispirata al pluralismo politico e giuridico, cercando di evidenziare e sviscerare i principali problemi di teoria generale del diritto posti dalla normativa sul trattamento dei dati personali e dai suoi ultimi svolgimenti.  Salute e sicurezza sul lavoro come scelta strategicaMichele Marzulli e Pierpaolo Urbano Sicurezza, redditività e prestigio aziendale possono andare di pari passo. I due autori, attraverso uno studio sociologico, tracciano, partendo dal quadro normativo, la strada per trasformare il costo per la sicurezza in una leva strategica. L’analisi prende le mosse dal Consiglio di Lisbona, che segna la nascita di un nuovo paradigma europeo per la sicurezza su lavoro, si sofferma su uno studio empirico sulla dinamica degli incidenti sul lavoro, sino ad arrivare alla recente normativa italiana. Nella seconda parte del volume vi è un breve compendio normativo.  Dinamiche giuridiche nella società dell’informazioneBarbara Troncarelli Nella "società dell’informazione", in quanto società tendenzialmente globale imperniata sull’uso dei mezzi infotelematici, emerge la crescente necessità di tendere ad una nuova ‘società della conoscenza’, quale graduale evoluzione verso un sapere tecnologico maggiormente a misura d’uomo. Ciò significa un livello di sviluppo caratterizzato sul piano normativo, etico e giuridico, da un accresciuto senso di consapevolezza dei rischi, responsabilità e precauzione, in linea con i richiami dell’Unione Europea non solo ad una più produttiva ‘economia della conoscenza’, ma anche all’indispensabile riconoscimento di princìpi condivisi e diritti fondamentali. In tali dinamiche della complessità sociale, assume un significato determinante il nesso dialettico di ‘unità nella differenza’ tra elementi eterogenei ma tutti imprescindibili, quali privato e pubblico, libertà individuale e controllo sociale, privacy e sicurezza.  Il difensore civico e la burocraziaMarco A. Quiroz Vitale [a cura di] Il punto di vista dell’Ombudsman realizza un riequilibrio dell’originario rapporto di potere che vede i cittadini di gran lunga svantaggiati rispetto ai burocrati, senza tuttavia sposare pregiudizialmente la causa dell’interesse privato né esprimere un interesse pubblico specifico. In questo senso possiamo ipotizzare che grazie all’attività dell’Ombudsman, cioè nel corso delle relazioni sociali che si intrecciano attorno a questa figura, molti profili discrezionali dell’attività amministrativa, che diversamente resterebbero occulti o sottostimati, potrebbero invece emergere ed essere sottoposti a maggiori controlli e garanzie di giustizia. I contributi degli autori affrontano questi temi, e altri ad essi connessi, in un itinerario originale che costituisce un tentativo di affrontare, nell’ottica socio-giuridica e teorica, il nodo della discrezionalità nella pubblica amministrazione.  Federalismo laico e democraticoMorris L Ghezzi L’unità nazionale italiana del 1861 ha realizzato anche la liberazione e la modernizzazione del Paese? La risposta è decisamente negativa! Dalla sua nascita ai tempi odierni in Italia le forze politiche autoritarie e conservatrici sono sempre riuscite a sconfiggere quelle democratiche e progressiste ed i sudditi non sono mai diventati cittadini. Per citare Piero Gobetti: il fascismo è l’autobiografia della nazione. Lo Stato moderno in Italia non è riuscito a sconfiggere l’Ancien Régime, la mentalità teocratica, monarchica e centralista; dunque, il grande sogno risorgimentale di un governo repubblicano, federalista e democratico è ancora tutto da costruire.  Il male nascosto - Il dramma del malessere nei luoghi di lavoroMichele Marzulli L’autore, prendendo le mosse da un fatto di cronaca relativo al suicidio di un dipendente di France Telecom a causa dello stress provocatogli dai rapporti lavorativi, affronta il tema del disagio psicologico e del malessere nei luoghi di lavoro (disagio relazionale, stress lavoro-correlato, mobbing, ecc.). Il nuovo lavoro di Michele Marzulli si inserisce nella collana di Sociologia del Diritto, Law without law, con un argomento di estrema attualità e di grande rilevanza sociologica, in particolare per la Sociologia del Lavoro. L’opera, che nasce con scopi eminentemente didattici, si propone di affrontare le tematiche in parola sicuramente con rigore scientifico e, nel contempo, intende comunicare con un linguaggio di facile lettura l’importanza di tali tematiche non solo agli studenti, ma anche a quel ben più vasto pubblico composto da tutti coloro che risultano esposti ai pericoli da malessere lavorativo.  La giustizia come conflittoAgostino Carrino Nei saggi raccolti in questo volume si affronta il problema della involuzione della forma teorica, delle tecniche e delle istituzioni tradizionali dello Stato costituzionale contemporaneo (parlamento e governo, partito politico, alternativa federalista, principio di uguaglianza e tutela delle libertà) fra tradizione liberale e trasformazione democratica. L’analisi si svolge sullo sfondo della crescente difficoltà di una rappresentanza politica in grado di legittimare la capacità di decisione delle istanze di governo, messa in crisi dal superamento della forma-partito e dalla erosione dello Stato nazionale. Fino a che punto il rischio di uno Stato dei giudici come sostituto del classico Stato di diritto liberale è soltanto una conseguenza dei limiti della democrazia quale forma di governo e non anche l’effetto di una radicale perdita di autonomia del politico in quanto tale? L’Autore ripercorre i nodi problematici di un progetto politico, quello moderno, sempre più incapace, nell’età della globalizzazione, di tenere fede alle proprie promesse di liberazione dell’individuo e delle comunità.  La scienza del dubbioMorris L. Ghezzi Le profonde trasformazioni culturali, che lo sviluppo tecnologico ha imposto negli ultimi decenni alle società industriali e postindustriali, costringono a un profondo ripensamento intorno ai principi ispiratori e ai modelli concettuali posti alla base del diritto e dello Stato. In particolare, l’ormai imprescindibile e costante richiamo al fondamento individuale delle democrazie occidentali, alla non rinunziabile autonomia del singolo essere umano e al conseguente relativismo valoriale impone una radicale revisione istituzionale, che non può che prendere le mosse anche da una rinnovata visione giuridica, sempre più estetica e sempre meno etica. La Sociologia del diritto, in questa sede rivisitata attraverso l’opera di alcuni dei suoi principali autori, si presenta come un potente strumento critico, animato dal dubbio, di trasformazione sociale.  Diritto il dono di EpimeteoMarco A. Quiroz Vitale [a cura di] Il volume collettaneo affronta i nodi teorici e pratici della mediazione civile obbligatoria, reintrodotta in Italia a seguito dell’approvazione del Decreto Legislativo n. 69 del 21 giugno 2013, e tocca anche altri profili della mediazione come quella in campo penale e tributario o quella facoltativa, realizzando un dialogo tra giuristi, filosofi e sociologi del diritto e della politica. Gli Autori utilizzano ed illustrano forme di pensiero prospettico e retrospettivo che, nella cultura umana, convivono e rivaleggiano dai tempi più antichi. Questo volume, si propone di alimentare un dibattito civile ed accademico rispetto all’utilizzo nel nostro Paese della forma del processo (civile e penale) e al ricorso ai metodi di ADR per strutturare un conflitto sociale che si delinea più acceso e dirompente che mai.  Sociologia giuridica del lavoroMorris L. Ghezzi [a cura di] La presente pubblicazione, introdotta da un saggio di Morris L. Ghezzi, raccoglie l’opera di numerosi autori, che hanno contribuito a sviluppare un ampio ed approfondito dibattito sul tema della Sociologia del Diritto del Lavoro. Antonio Toffoletto ha tracciato l’evoluzione storica del mondo del lavoro e della sua regolamentazione giuridica nell’Italia industriale. Pierpaolo Urbano si è occupato di inserire il tema della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’ambito della normativa giuridica dell’Unione Europea. Marco A. Quiroz Vitale ha applicato la visione pluralistica giuridica ai modelli di organizzazione e di sicurezza del lavoro. Michele Marzulli ha svolto il tema del lavoro, visto come quel rapporto che fornisce il proprio volto alla società. Daniela Zavattarelli, Ilaria Li Vigni e Simonetta Balboni hanno affrontato il tema delle discriminazioni di genere e delle pari opportunità nel mondo del lavoro. Enrico Damiani di Vergata Franzetti, infine, partendo dalle relazioni annuali presentate dai Procuratori Generali presso la Corte di Cassazione tra il 1948 ed il 1961, ha compiuto una ricerca empirica intorno all’ideologia della Magistratura italiana in materia di sciopero.  Gino Germani sociologo dei diritti e delle libertàMarco A. Quiroz Vitale Il saggio è dedicato agli studi di sociologia politica e giuridica di Gino Germani (1911-1979), uno dei sociologi italiani che hanno riscosso maggiore successo internazionale; antifascista ed esule politico fu un indomito difensore della libertà, seguendo un originale percorso di ricerca intellettuale che lo portò ad insegnare nelle prestigiose Università di Buenos Aires, di Harvard ed infine di Napoli e Roma. Gli studi di Germani sono riletti, per la prima volta, dal punto di vista della sociologia del diritto, cioè col proposito di individuare la struttura e la funzione del diritto nella società moderna e post-moderna. Le opere del sociologo romano sono, al riguardo, ricche di spunti e intuizioni; non solo quelle dedicate alla marginalità sociale – il tema più direttamente e strettamente connesso con gli interessi della sociologia giuridica – ma anche e soprattutto quelle dedicate alla partecipazione dei cittadini, dei gruppi e delle classi alla costruzione politica della democrazia. Infine, ma non in ordine d’importanza, gli studi di Germani ci portano nel cuore del fenomeno del mutamento sociale nelle società moderne. Ci offrono quindi la migliore prospettiva per cogliere anche la dinamica del mutamento giuridico, i suoi ritmi ed i pericoli che corrono i valori attorno ai quali la sociologia del Novecento, a cavallo dei due Mondi, si è sviluppata: la libertà, la giustizia sociale ed il rispetto dei diritti umani.  La chimera: glabalizzazione, comunicazione e diritto in ItaliaMichele Marzulli Il libro nasce da un vasto dibattito che si è svolto e continua a svolgersi nell’ambito della Cattedra di Sociologia del Diritto dell’Università degli Studi di Milano intorno al tema della post-modernità e del nichilismo nell’epoca della globalizzazione. Nel testo il corpo centrale di tale dibattito è rappresentato dal saggio di Michele Marzulli (docente di Sociologia delle istituzioni pubbliche e comunicazione politica presso l’Università E-Campus). Parti delle riflessioni sul tema sono poi state sintetizzate dall’introduzione di Nicoletta Ladavac Bersier (Direttore Istituto Thémis – Centre d’Etudes de Philosophie du Droit, de Sociologie du Droit ed de Théorie du Droit di Ginevra). Marco Quiroz Vitale (Professore aggregato dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento C. Beccaria), infine, ha ulteriormente sviluppato il tema del nichilismo nella direzione più specifica del diritto.  Stranieri, ospiti, alieni, alienati e pluralismo culturaleMorris L. Ghezzi Tra alieno e alienato corre lo stesso filo sottile che unisce l’ospite, lo straniero, al nemico. Il confine tra l’accettazione e il rifiuto, tra l’apprezzamento e la condanna non è quasi mai visibile, perché nessuno può pienamente comprendere la propria identità e cosa possa fargliela perdere. È la società stessa a generare alienazione poiché include, sottraendo parte dell’essere dell’individuo, e insieme esclude, producendo diversità e marginalità. L’ambiguità è nella tragedia stessa della vita, come spiega il mito di Edipo: eroe del potere che impone una legittimità normativa e, al contempo, la viola per poi tornare a purificarla. Allo stesso modo, oggi, l’immigrato, come eroe del lavoro, sopperisce alla carenza di manodopera, come sottopagato o clandestino attenta al benessere dei lavoratori autoctoni e, come capro espiatorio, subisce il peso di una sicurezza sociale mai garantita. 

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